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Installare SDK su Linux

Categoria: Tomcat Inserito il: 04-07-2005 Stampa (15784 click)

Per quanto riguarda l'installazione di SDK in ambiente Linux, abbiamo la possibilità di scegliere tra due differenti tipologie di procedura: quella basata su un file binario auto-estraente e quella basata sul sistema Rpm.

Nel primo caso l'installazione risulterà leggermente pił complessa, ma ci potremo avvalere di una procedura praticamente "universale", valida indipendentemente dalla distribuzione di Linux che stiamo utilizzando. Nel secondo caso, utilizzeremo un sistema pił semplice, maggiormente automatizzato e basato su una tecnologia per la gestione delle installazioni chiamato Rpm, o RedHat Package Manager, molto diffuso presso le pił conosciute versioni del Pinguino come Fedora (costola di Red Hat) e Mandriva (pił nota al grande pubblico con il suo vecchio nome, Mandrake, recentemente modificato).

Dal sito ufficiale della Sun, casa madre di Java, cliccando per esempio su questo link, potremo accedere ad una pagina che mette a disposizione gratuitamente entrambe le versioni di SDK disponibili per Linux: la versione binaria viene indicata come "Linux self-extracting file" ("jdk-1_5_0_04-linux-i586.bin", 46.51 MB), mentre il pacchetto Rpm ha il nome di "Linux RPM in self-extracting file" ("jdk-1_5_0_04-linux-i586-rpm.bin", 44.78 MB). Naturalmente, come nel caso di Windows, anche per questo capitolo ci stiamo riferendo alle pił recenti versioni di SDK disponibili al momento.

Cominciamo quindi col descrivere la procedura d'installazione basata sui file binari. Una volta scaricato l'auto-estraente, sarà necessario renderlo eseguibile, per far questo avvieremo la Shell di Linux e digiteremo la seguente riga di comando facendola seguire da un [Invio]:

chmod 

+x jdk-1_5_0_04-linux-i586.bin
Il comando chmod, nient'altro che un'abbreviazione di change modes, introduce l'opzione x (dall'inglese execute, "esegui") e setta sul file passato come parametro all'istruzione il "permesso" di esecuzione.

Ora, utilizzando il comando mv (abbreviazione di move), potremo posizionare il file d'installazione nella directory in cui intendiamo far risiedere SDK, per esempio "/usr/local/" se impersoniamo il root. L'istruzione da utilizzare sarà quindi:
mv 

jdk-1_5_0_04-linux-i586.bin /path/...
Un volta posizionato il "Linux self-extracting file" nella cartella prescelta, accederemo ad essa tramite la riga di comando:
cd /path/...
ed eseguiremo l'auto-estrante digitando
./mv 

jdk-1_5_0_04-linux-i586.bin
il punto "." che segue lo slash "/" all'inizio dell'istruzione, indicherà che l'esecuzione dovrà avvenire nella directory corrente. Verrà quindi creata una cartella, di default chiamata "j2sdk1.5.0_04", che conterrà tutti i file necessari per SDK.

Passiamo ora al sistema basato su Rpm, per il quale lavoreremo come utente di root. Una volta scaricato "jdk-1_5_0_04-linux-i586-rpm.bin", sarà sufficiente lanciare la riga di comando:
sh jdk-1_5_0_04-linux-i586-rpm.bin
Ora per permettere al sistema di eseguire applicazioni Java digiteremo:
export PATH=$PATH:/path/java/jdk -1.5.0_04/bin
e
export 

JAVA_HOME=/path/java/ jdk -1.5.0_04/
Controlliamo il successo dell'installazione con un
java -version
e attendiamo la risposta positiva del sistema.

(Articolo concesso in esclusiva a Mrwebmaster.it; ne è vietata la riproduzione senza il consenso dell'autore e di Mrwebmaster.it.)

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